MPAA: per paura dei pirati rilasciamo “This is it” di Michael Jackson in tutto il mondo (2° parte)
Michael Lynton, di cui abbiamo riportato qui, parte delle dichiarazioni continua dicendo, che quando Hollywood è in crisi il danno si avverte anche nel Regno Unito, in quanto in più della metà dei primi 200 film a partire dal 2001 sono presenti attori inglesi nei ruoli significativi.
Lynton capisce che ci sono stelle di grossa fama che non vogliono inimicarsi i loro fan più giovani, parlando male della pirateria ma così fanno un danno a tutti i giovani di talento che vorrebbero seguire le loro orme e per colpa della pirateria non possono e non potranno.
Del resto un rapporto degli economisti di Oxford rivela che la lotta contro la pirateria potrebbe apportare una maggiore entrata di 600 milioni di sterline per il Regno Unito, creando 8000 nuovi posti di lavoro e 155 milioni di contributi fiscali.
Michael Lynton dice che si rende conto perfettamente che essi per battere i pirati hanno bisogno di creare nuovi modelli legali che permetteranno loro di distribuire via internet i film che producono e stanno lavorando molto in tal senso, ma hanno bisogno di interventi duri contro i pirati e di una normativa, tipo quella francese che permetta la disconnessione degli utenti recidivi, soprattutto perché i pirati possono rubare a volontà creando grossi danni ad un’industria che procura oltre al divertimento così tanta occupazione in tutto il mondo.
Queste sono le dichiarazioni di Lynton, ma per essere più corretti possibile, non possiamo dimenticare l’aspetto economico evidenziato dagli stessi ISP inglesi, secondo i quali applicare una legge tipo quella francese, costerebbe molto più di quelli che sono i danni provocati dalla pirateria. Per ultimo ad esempio anche l’ISP Talk Talk si è schierato contro la legge dei tre avvisi e la disconnessione, in quanto contraria ai principi umani che debbono essere alla base di ogni popolo civile per i quali si è innocenti finché non è sancita da un tribunale la colpevolezza.
Non possiamo neanche dimenticare quanti grossi big, ultima ad esempio Shakira sono a favore di una libera diffusione dei contenuti non ritenendo la pirateria un danno, ma anzi un mezzo per diffondere e pubblicizzare le loro opere.
Per quanto riguarda poi i dati forniti e la crisi di Hollywood sempre TorrentFreak riportando dati forniti dalla stessa MPAA dice che ci sarebbe stato un record per quello che riguarda gli incassi dei botteghini nel 2008 con 28,1 miliardi dollari, ed un incremento del 5,2% rispetto al 2007.
Insomma, bisognerebbe cercare punti d’incontro, invece di inasprire le leggi contro la pirateria nell’interesse dei creatori e dei distributori dell’opera ma anche del pubblico che ne usufruisce.
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